Abitare le distanze, incontrare le periferie

La Delegazione regionale e i Presidenti diocesani di AC Puglia a Nardò

di Maria Luisa Tempesta *

Tra le principali funzioni della Delegazione regionale dell’Azione Cattolica vi è quella di favorire il collegamento fra le associazioni diocesane della regione.

Una Puglia “stretta e lunga”

In una regione “stretta e lunga” circa 400 km – che si snoda dal confine settentrionale con il Molise fino a perdersi nello sguardo infinito di Santa Maria de Finibus Terrae – i collegamenti non sono mai del tutto facili, lineari o accessibili.

Così, la Delegazione regionale dell’Ac di Puglia ha scelto di abitare questa distanza, vivendo in maniera dislocata e decentrata gli incontri di Consiglio regionale e di Comitati presidenti, generando possibilità di incontro insolite, onorando una territorialità radicata e variegata che interpella e sollecita il nostro senso di appartenenza. Ogni tappa diventa un’occasione per scoprire radici comuni proprio lì dove i nostri accenti si mescolano, le nostre usanze si intrecciano, le nostre vite si abbracciano.

Nel cuore del Salento

La scelta per l’appuntamento del Comitato presidenti diocesani del 13 giugno u.s. è ricaduta nel cuore del Salento, ospiti del Seminario diocesano “San Filippo Neri” nella diocesi di Nardò-Gallipoli, una struttura recentemente ristrutturata e restituita alla sua missione per le attività vocazionali e per l’accoglienza spirituale.

Oltre alla gioia del rivedersi, è stata anche la prima occasione per salutare don Alessandro Luperto, da pochi giorni nominato dalla CEP nuovo assistente unitario regionale, che ha spezzato con noi la Parola.

Il comitato presidenti, allargato anche agli assistenti unitari, ha visto una partecipazione molto numerosa e dinamica, incentrando la discussione sulla riflessione e sulla verifica del cammino svolto ma anche sulle prospettive di cammino del prossimo anno, che coincide con l’anno assembleare.

La cura della territorialità

Molto apprezzata dai presenti è risultata essere la cura della territorialità, sia nella scelta di esplorare la complessità geografica sia in quella di incontrare persone, situazioni e dinamiche attraverso i vari temi dei consigli diffusi. Si tocca con mano che il Collegamento regionale dell’Azione Cattolica non è una sovrastruttura burocratica, ma un corpo vivo fatto di volti e di storie legate a un pezzo di terra specifico. In questi momenti, la Puglia appare come un mosaico dove ogni tessera – dalla Capitanata al tacco d’Italia – è indispensabile per comporre il volto di una Chiesa che sa farsi prossima, che sa ascoltare il dialetto dell’altro e che fa della cura delle relazioni il primo, vero annuncio del Vangelo.

Un passo verso il futuro

Un passo da tenere in conto per il futuro è senz’altro quello di continuare a tessere le relazioni tra le diocesi, mettere in comune le buone prassi, ascoltarsi e dialogare per aiutarsi ad aiutare, custodendo la sostenibilità di un camminare insieme nelle fatiche e nelle gioie della quotidianità di ciascuno.

A concludere l’incontro l’Adorazione eucaristica vissuta nella cappellina del Seminario e guidata dall’assistente unitario della diocesi ospitante don Tony Drazza – ha posto il suggello dello Spirito sul nostro incontrarci, sul cammino fatto insieme, sulla bellezza delle amicizie nate grazie al servizio svolto.

“Lu sole, lu mare, lu ientu”

Per chi ha deciso di vivere pienamente il week end salentino è stata anche l’occasione per passeggiare tra le vie del centro storico di Lecce e di Nardò e farsi abbagliare dall’incanto della pietra leccese del barocco degli edifici, di gustare prelibatezze dolci – il pasticciotto, il fruttone, la pasta di mandorla – e salate – il rustico, il calzone, le bombette, i ciciri e tria – e di godere di un pomeriggio di sole (caldo), mare (poco) e vento (tanto).

*Presidente diocesana dell’Ac di Nardò-Gallipoli

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