Il fenomeno delle ecomafie e le sue gravi ripercussioni sul piano ambientale, sociale e sanitario
di Nicola Ciciretti *
Il 10 marzo scorso, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria dell’Università di Foggia, l’Azione Cattolica delle cinque diocesi della Capitanata ha promosso il convegno “Capitanata avvelenata: verità, denuncia e speranza”, dando vita a un momento di alto profilo civile ed ecclesiale, dedicato a una delle questioni più complesse e urgenti che attraversano il nostro territorio: il fenomeno delle ecomafie e le sue gravi ripercussioni sul piano ambientale, sociale e sanitario.
L’incontro si è aperto nel segno della Parola, con la proclamazione del primo capitolo della Genesi, quasi a voler fondare ogni riflessione su una verità originaria: il creato, nella sua intima bontà, è affidato alla custodia responsabile dell’uomo. In questa prospettiva si è collocato l’intervento di S.E. Mons. Giorgio Ferretti, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, il quale ha richiamato con vigore la responsabilità umana nel deturpare ciò che è stato donato come buono, esortando l’Azione Cattolica a una testimonianza esigente, segnata da rigore morale e da quella mitezza evangelica che si traduce in autentica capacità di custodire e difendere la bellezza del creato.
Verità, Denuncia e Speranza — non semplici enunciazioni, ma criteri operativi di discernimento e di azione
Il percorso che ha condotto a questo appuntamento nasce da una riflessione condivisa e paziente, maturata all’interno delle nostre associazioni diocesane, che hanno avvertito l’urgenza di interrogarsi in profondità sulle fragilità e sulle ferite della Capitanata. Da questo ascolto è scaturita la scelta di assumere tre direttrici fondamentali — verità, denuncia e speranza — non come semplici enunciazioni, ma come criteri operativi di discernimento e di azione: il coraggio di uno sguardo lucido sulla realtà, la responsabilità di una parola che non si sottrae alla denuncia e la fiducia operosa nella possibilità di generare cambiamento.
La presenza del Delegato regionale, Piergiorgio Mazzotta, e di alcuni membri della delegazione, ha ulteriormente valorizzato il senso dell’iniziativa, sottolineando il significato di un’associazione che sceglie consapevolmente di sostare, riflettere e rilanciare il proprio impegno su questioni decisive per il bene comune.
La necessità di promuovere modelli di economia circolare
Di particolare rilievo sono stati i contributi degli esperti, che hanno offerto chiavi di lettura rigorose e talvolta inquietanti. Il Prof. Massimo Monteleone ha delineato uno scenario che non può lasciare indifferenti, evocando il rischio che la Capitanata si configuri come una nuova “Terra dei Fuochi”. Centrale, nella sua analisi, il riferimento alla cosiddetta “zona grigia”, spazio ambiguo in cui la complessità normativa e le distorsioni del sistema economico favoriscono l’infiltrazione di pratiche illecite. Ne emerge l’esigenza non soltanto di un’azione repressiva, ma di un più ampio processo culturale capace di orientare progressivamente verso una “zona bianca”, fondata su legalità, trasparenza e responsabilità condivisa. In tale direzione si colloca anche la necessità di promuovere modelli di economia circolare, in grado di trasformare radicalmente il rapporto con le risorse.
Le gravi implicazioni sanitarie connesse a pratiche illegali
Il contributo del Dott. Massimo Lombardi ha posto in evidenza le gravi implicazioni sanitarie connesse a tali fenomeni, richiamando l’attenzione sulla pericolosità delle diossine, tra i più potenti agenti cancerogeni, la cui diffusione è strettamente correlata alle pratiche illegali nella gestione dei rifiuti.
Il principio dell’enciclica Laudato si’: “tutto è connesso”
A chiudere i lavori, l’intervento di Mariastella Alemanno ha offerto una sintesi di respiro più ampio, richiamando il principio, caro all’enciclica Laudato si’, secondo cui “tutto è connesso”. Una prospettiva che invita a riconoscere l’intreccio inscindibile tra crisi ambientale e crisi sociale, evidenziando come il degrado del territorio colpisca in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione, rendendo la tutela del creato una questione eminentemente etica e sociale.
L’Azione Cattolica: un soggetto attivo nella formazione delle coscienze e nella promozione di una cittadinanza responsabile
In questo contesto, l’Azione Cattolica intende ribadire con chiarezza il proprio ruolo: non semplice osservatrice, ma soggetto attivo nella formazione delle coscienze e nella promozione di una cittadinanza responsabile. L’attenzione alle dinamiche del territorio non rappresenta un ambito accessorio, ma costituisce parte integrante della sua vocazione educativa ed ecclesiale.
Il convegno del 10 marzo si configura, pertanto, non come punto di approdo, ma come tappa significativa di un cammino che chiede di essere ulteriormente sviluppato. Solo attraverso un impegno condiviso, capace di mettere in rete competenze, sensibilità e responsabilità, sarà possibile avviare processi autentici di risanamento e di giustizia. È in questa direzione che si colloca il nostro auspicio: che la Capitanata possa riscoprire la propria vocazione a essere terra di vita e di dignità, e che l’impegno corale delle forze sane del territorio possa tradursi in un modello virtuoso, capace di generare speranza e di indicare vie percorribili anche per altri contesti segnati da analoghe criticità.
*Presidente diocesano dell’Ac di Cerignola – Ascoli Satriano








