con gratitudine
Caro don Alessandro,
da quando abbiamo saputo della tua salita al Cielo, un senso di incredulità ancora ci accompagna. Facciamo fatica a crederci. Forse perché eri tornato da appena poche settimane a camminare con noi nel servizio regionale. E proprio quando cominciavamo a immaginare insieme la strada da percorrere, quella strada si è improvvisamente interrotta.
Ci sono momenti in cui ci si accorge che il mistero della vita è troppo grande per essere compreso. Possiamo soltanto fermarci, con il cuore ferito, e affidarci al Signore.
Da Assistente unitario regionale ti avevamo incontrato per la prima volta lo scorso 13 giugno, a Nardò. Era trascorso solo qualche giorno da quel 4 giugno in cui avevi detto il tuo “Sì” a questo tuo nuovo incarico. E quel sì lo avevi accolto, come già ci avevi insegnato a conoscerti, con entusiasmo, disponibilità e quel tuo rasserenante sorriso capace di mettere subito a proprio agio chiunque avessi davanti.
Quel 13 giugno, nostro primo incontro insieme ai presidenti diocesani, avevi scelto di incentrare la preghiera iniziale sul brano del Vangelo di Matteo in cui Gesù guarda le folle, ne sente compassione e poi chiama a sé i suoi discepoli per inviarli.
«Chiamati a sé i suoi dodici discepoli …»
Allora quelle parole erano semplicemente la Parola con cui iniziavamo insieme un nuovo cammino. Oggi, nel dolore di questo distacco così improvviso, le rileggiamo con occhi diversi.
E ci piace pensare, don Alessandro, che il Signore che hai servito con amore e fedeltà ti abbia voluto chiamare a sé esattamente come chiamò a sé quei suoi dodici discepoli. Che abbia voluto accogliere nella sua casa te e il bene che hai seminato nella tua vita. Che quella chiamata che tante volte hai annunciato e testimoniato agli altri oggi sia diventata per te incontro pieno con Lui.
Qualche settimana fa ci siamo ritrovati a Bari, durante “Orizzonti Mediterranei”. Anche lì ci ha accompagnato il tuo sorriso, il tuo entusiasmo, il calore di un saluto, di una stretta di mano delle tue. Ma sono stati solo pochi giorni. Poco tempo. Troppo poco, oggi che avremmo voluto averne molto di più.
E allora ci rimane soprattutto un grazie.
Grazie, don Alessandro.
Grazie per quello che hai fatto, ma soprattutto per quello che sei stato.
Grazie da parte di tutta l’Azione Cattolica di Puglia, che oggi ti saluta con il dolore della separazione terrena, sì, ma anche con la gratitudine per il dono che sono stati la tua presenza e il tuo ministero.
Per essere stato un prete esemplare, un assistente innamorato dell’Azione Cattolica, un amico fraterno e sempre presente.
Grazie per quel tuo “Sì” al servizio della Chiesa e dell’Azione Cattolica. Grazie per aver accolto anche il nostro cammino regionale, con la semplicità e l’entusiasmo con cui accoglievi tutte le persone, nessuna esclusa.
Non sappiamo perché il Signore abbia voluto chiamarti così presto. Non sappiamo perché abbia lasciato a noi soltanto l’inizio di un cammino che avremmo voluto vivere insieme.
Possiamo solo affidarci a Lui.
E continuare a camminare.
Però, caro don Alessandro nostro, lo faremo custodendo il tuo sorriso, la tua passione, la tua disponibilità. Custodiremo il bene che hai seminato nei tuoi anni di ministero e anche quel piccolo tratto di strada che abbiamo avuto la grazia di percorrere insieme.
Ora tocca al Signore custodire te.
Ti affidiamo a Lui, con la certezza della fede e con la gratitudine nel cuore.
Grazie, don Alessandro.
In Lui, continueremo a camminare ancora e per sempre insieme.
